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lunedì 24 settembre 2012

Ma tu vulive 'a pizza

Una vecchia canzone napoletana, cantata fra l'altro anche da Renato Carosone, diceva più o meno così: 

"ma tu vulive 'a pizza
'a pizza, 'a pizza
cu 'a pummarola 'ncoppa
cu 'a pummarola 'ncoppa

ma tu vulive 'a pizza
'a pizza, 'a pizza
cu 'a pummarola 'ncoppa
'a pizza e niente cchiù!"

Un paio di giorni fa per l'appunto, non solo questa musichetta mi ronzava nelle orecchie, ma una gran voglia di pizza si agitava nel mio stomaco e faceva danzare le mie papille gustative.
Così, seguendo l'impulso del momento mi sono messa ad impastare e a sera ho sfornato 8 pizze clamorosamente buone (giusto per non infierire troppo, pubblico solamente una misera fotografia).
La pizza, questa splendida leccornia gastronomica, vorrebbero averla inventata tutti, ma io, fiera delle mie origini per metà napoletane, conferisco questo grande onore alla città partenopea dove assieme al babà e alla sfogliatella la fa da padrona.
Quella più comune e, forse, la più mangiata è la Margherita, creata da un pizzaiolo, un certo Raffaele Esposito, della pizzeria Brandi che per onorare la Regina le dedicò questo piatto che nei colori ricorda la bandiera italiana.
Gli ingredienti essenziali per preparare una buona pizza sono pochi, ma è essenziale saperli lavorare e amalgamare.

Ingredienti per 8 panetti:
  1. 1.5 kg di farina 00;
  2. 100 ml di olio evo;
  3. 700 ml di acqua;
  4. sale q.b.;
  5. 12 gr di lievito di birra.


Riscaldate l'acqua e, quando sarà ben calda, versatela in un'ampia ciotola dove scioglierete il lievito.
Aggiungete l'olio e piano piano la farina mescolata con il sale. 
Lavorate energicamente il tutto fino ad ottenere un impasto morbido ma elastico. 
Formate delle pagnotte e adagiatele, ben distanti l'una dall'altra, su un vassoio spolverizzato con della farina.
Copritele con un canovaccio e mettetele a crescere. 
In questo periodo, e comunque durante l'estate, il tempo di lievitazione va dalle 6 alle 8 ore. Durante l'inverno i tempi si dilatano un po' per via delle temperature più basse e, quindi, conviene impastarla la mattina per la sera.
Una volta che le pagnotte saranno almeno raddoppiate di volume, stendetele in delle teglie (in mancanza della pala e del forno a legna) ben oleate e conditele come più vi aggrada.
Infornate a 180° per circa 20/25 minuti.
Una delle nostre preferite è la "fumè". 
Se voleste provarla procedete così: ricoprite la pasta con della mozzarella e infornatela. A metà cottura tiratela fuori dal forno e finite di condirla con prosciutto cotto e con provola affumicata tritata finemente.

lunedì 17 settembre 2012

Piedini di maiale

Capita spesso, quando si butta giù la lista dei piatti da preparare per una festa, che non si abbiano idee sfiziose per rendere più allegra la tavola.
Una delle portate che, nelle nostre famose cene proponiamo con frequenza, oltre ad essere di facile esecuzione, è anche di sicuro effetto scenico.

Ingredienti per 32 piedini:
  1. 4 pacchi di  würstel piccoli di pollo o maiale;
  2. 500 gr di pasta per la pizza o pasta sfoglia.
Prima di tutto se non utilizzerete la pasta sfoglia, preparate un panetto di pasta per la pizza.
    Mentre aspettate che lieviti, preparare quelli che diventeranno dei veri e propri piedini di maiale.
      Dividete a metà ogni würstel e praticate un'incisione a croce su ogni estremità senza arrivare fino in fondo.

      Quando la pasta della pizza sarà pronta, stendetela sottilmente e fate tante striscioline per quanti saranno i würstel da ricoprire. Io per rendere il tutto più carino, utilizzo la rotella tagliapasta .

      Mi raccomando, per la riuscita coreografica del piatto, quando avvolgete i würstel nella pasta di pizza, fate in modo da sovrapporre l'impasto proprio come se fosse una sfoglia.
      Ponete i piedini su una teglia foderata con carta da forno leggermente oleata ed infornate a 200° C fino a quando la pasta non sarà dorata.



      domenica 3 giugno 2012

      Scrivo perché mi va...

      Questo non è un post dove parlerò di ricette e cucina. O meglio è un post dove parlerò di buon cibo e di ottima compagnia, quella di ieri sera. Lo scrivo solo perché mi va di farlo, perché è importante ringraziare le persone che ci tengono compagnia e che ci fanno ridere con le loro barzellette, raccontate alla fine di una abbondante cena a base di pizza. Tanta pizza. Troppa pizza, perché Emiliana quando la prepara è sempre esagerata nelle dosi. Ma va bene così, questa è la sua essenza più profonda. Vogliamo poi raccontare del capolavoro di torta che ha creato? Forse il più deputato a farlo sarebbe Davide. Un'estasi di sapori alla quale si dovrebbe rinunciare solo se allergici fortemente al cioccolato.
      Quindici a tavola, se non vogliamo contare la nonna che ha cenato prima di noi "perché altrimenti si fa tardi!".
      Quindici persone che il destino ha messo insieme, che si sono trovate e che si piacciono e che, spero, condivideranno un lungo, lunghissimo pezzo di vita. E dire che qualcuno mancava e quella mancanza si è fatta sentire. Perché noi abbiamo pochi amici, ma quei pochi sono preziosi e irrinunciabili.
      Ci riuniamo, parliamo, mangiamo, guardiamo dei bei film il venerdì sera a casa di Cosimo, al Cineforum! E poi parliamo ancora e mangiamo di nuovo, "sgarriamo" nonostante la dieta e non ce ne facciamo un problema. 
      Insomma è un bell'incrocio di strade dove si corre per tutta la settimana, ma poi ci si incontra al bivio, si rallenta e ci si ferma per godersi la vita che è fatta di piccole, preziose cose e tutti, indistintamente, danno il loro contributo!

      giovedì 20 ottobre 2011

      Pizza con friarielli e salsicce


      Ieri sera cena golosissima. Ho preparato una pizza veramente buonissima come fanno a Napoli. Non si tratta della pizza tradizionale, ma di una imbottita con salsicce e friarielli.
      Se non sapete cosa siano i friarielli, ve lo spiego immediatamente.
      I friarielli sono le inflorescenze appena sviluppate delle cime di rapa e sono un piatto tipico della cucina napoletana e anche di quella romana. Il loro nome, alquanto originale, secondo alcuni deriverebbe dal castigliano frio - grelos, ossia broccoletti invernali; secondo altri, invece, deriverebbe dal verbo napoletano frijere, ossia friggere. 
      Difatti questa verdura, che al palato risulta un po' amarognola, viene cucinata soffritta in pentola con olio evo, aglio e peperoncino. Non è neanche necessario sbollentarla in precedenza.


      Per quanto riguarda la speciale preparazione che posto oggi, ho proceduto così.

      Ingredienti per il ripieno:
      1. 1,5 kg di friarielli già puliti;
      2. 6 salsicce (dolci o piccanti);
      3. olio evo q.b.;
      4. sale q.b.; 
      5. peperoncino (solo in caso di salsiccia dolce);
      6. 1 spicchio di aglio. 
      Ho messo a cuocere le salsicce con un filo di olio e un po' di acqua. A metà cottura le ho bucherellate in modo che il liquido interno fuoriuscisse. 
      A cottura ultimata, le ho sollevate dal fondo dove ho messo a soffriggere l'aglio che ho fatto imbiondire per poi eliminarlo. A questo punto ho affogato i friarielli senza l'aggiunta di ulteriore acqua, coprendo la pentola con un coperchio.
      Quando i friarielli sono appassiti, ho aggiunto il sale. Nel caso in cui la verdura dovesse rilasciare molta acqua, scoprite il tegame e fate cuocere a fiamma vivace. In questo caso aggiustate di sale solo quando l'acqua sarà quasi totalmente evaporata.
      Mentre i friarielli cuocevano ho preparato la base della pizza.

      Ingredienti per la base:
      1. 700 gr di farina 00;
      2. 150 gr di burro;
      3. 1 bicchiere di latte;
      4. 1 uovo;
      5. 1 lievito di birra;
      6. sale q.b.

      Ho dispoto la farina a fontana assieme al sale. Ho scaldato il latte nel quale ho sciolto sia il lievito che il burro, versandolo al centro della fontana. Prima di unire l'uovo ho sbattuto gli ingredienti con una forchetta per incorporare un po' di farina al liquido. A questo punto ho aggiunto l'uovo ed ho continuato ad impastare con le mani fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
      Ho formato due pagnotte di dimensioni differenti e le ho messe a lievitare, coprendole con un canovaccio.
      Dopo un paio di ore, ho preso una teglia (32 cm di diametro circa) e l'ho oleata. Con il matterello ho tirato la pagnotta più grande, ricavando una sfoglia dello spessore di 3 mm e l'ho sistemata sul fondo ricoprendo anche i bordi della teglia.
      Ho versato sulla base prima i friarielli e poi le salsicce spellate e sbriciolate. Ho steso l'altra pagnotta adagiandola sul ripieno e richiudendo per bene i bordi con la pasta in eccesso.
      Prima di mettere la pizza a cuocere, nel forno preriscaldato a 200°, ne ho bucherellato la superficie.
      La pizza sarà pronta quando si presenterà ben dorata.



      N.B. Non ho utilizzato il peperoncino, perché la salsiccia per il ripieno era già piccante.