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giovedì 22 novembre 2012

Tarallini dolci

Dopo una lunga e faticosa giornata tutta lavoro e pubbliche relazioni, mi piaceva l'idea di chiudere in bellezza con un delizioso post.
L'idea di questi particolari tarallini non è mia, né di Emiliana, ma ho letteralmente rubato la ricetta a mia zia. La vicenda si è svolta più o meno così. Sabato pomeriggio ho accompagnato Clara ad Isca perché lavorava proprio lì e mentre l'aspettavo a casa di zia, l'ho vista preparare i suddetti tarallini dolci.
Le ho chiesto con molta noncuranza la ricetta e lei me l'ha subito data.
Non ci ho messo molto a rifarli perché domenica li ho riproposti ai miei ospiti alla fine del pranzo, servendoli con un vino liquoroso (un passito o uno zibibbo sono il giusto accompagnamento).
Ingredienti:
  1. 1 tazza di zucchero;
  2. 1 tazza di olio di semi;
  3. 1 tazza di vino bianco;
  4. 3 tazze di farina;
  5. 1 bicchierino di anice o in alternativa semi di anisetta;
  6. zucchero di canna q.b.

In un'ampia ciotola versate la farina e lo zucchero e poi a seguire tutti i liquidi. Lavorate fino a che non avrete ottenuto un impasto elastico ma morbido. Nel caso in cui dovesse risultare appiccicoso, saranno sufficienti 2 pugni di farina in più. Infine, se vi piacciono i semi di anisetta, uniteli al composto e amalgamateli per bene.
Da questo impasto, staccatene tanti pezzettini e sfilateli dando loro forma di tarallini.

Una volta pronti, passateli nello zucchero di canna e adagiateli su placche rivestite di carta forno. Infornate, nel forno preriscaldato a 200°, fino a che non saranno ben dorati sia sopra che sotto.

Non ho suggerito le quantità in grammi perché qualunque tazza voi usiate sarà sufficiente seguire le proporzioni date. Ovviamente, più grande sarà la tazza, più tarallini dovrete sfilare (io ne so qualcosa). La giusta dimensione sarebbe la tazza da tè.

domenica 7 ottobre 2012

Scarola stufata per contorno

Questo è un contorno che la mia mamma prepara spesso durante l'inverno perché ci piace da impazzire e, visto che la stagione fredda sta per arrivare, o almeno così si spera, eccomi qui a postarne la ricetta sul blog.

Ingredienti per 4/6 persone:
  1. 3 scarole giganti degli ortolani;
  2. olio evo q.b;
  3. sale q.b;
  4. 2 spicchi di aglio
  5. 50 gr di olive nere;
  6. 50 gr di olive bianche;
  7. 30 gr di pinoli;
  8. 20 gr di uva passa;
  9. capperi q.b.;
  10. 2/3 acciughe.
Dopo aver pulito le vostre scarole, scartando le foglie più esterne che sono sempre un po' macchiate, lavatele con cura, passandole alternativamente nell'acqua fredda e calda. Questo sistema faciliterà l'eliminazione dell'eventuale terriccio depositato sulla verdura.
Una volta pulite, privatele del torsolo e mettetele a stufare in un'ampia pentola senza l'aggiunta di acqua. Saranno le medesime scarole a rilasciare abbastanza liquido che permetterà loro non solo di cuocere ma anche di evitare che si attacchino al fondo della pentola.
Quando saranno appassite, scolatele in maniera tale da eliminare tutta l'acqua che è piuttosto amara.
Rimettete la verdura nella pentola e aggiungete l'olio evo, l'aglio ed il sale, quest'ultimo in minima quantità giacché la scarola non ne assorbe molto e potrebbe risultare salata.
Unite di seguito le olive bianche e nere denocciolate e spezzettate, l'uva passa e i pinoli.
A noi non piacciono tanto, ma se le gradite, potete insaporire il tutto con le acciughe e i capperi.
Fate terminare la cottura e servite il contorno anche freddo.  

martedì 14 agosto 2012

I "collaroni" di nonna Caterina

Nonna Caterina è una siciliana doc. Viene da Pietraperzia e porta con sé tutte le tradizioni della sua terra, assieme ai sapori e agli odori di buono. Se la guardi attentamente, puoi leggere sul suo volto la cultura e le usanze della splendida isola che le ha dato i natali. Forte della sua memoria storica, non perde occasione per riproporre a parenti e amici i gustosissmi piatti che cucinava fin da bambina, senza negare, a chi gliele domanda come ho fatto io, le ricette che custodisce nella mente.
E' accaduto, alcuni giorni fa, che siamo passati a trovare Calogero, figlio della nonna Caterina nonché ottimo amico di famiglia.
La nonna era intenta a staccare piccoli pezzi di impasto che poi stendeva, farciva con alcune spezie e friggeva. Il nome tradizionale siculo di queste ottime frittelle mi risulta impronunciabile, ma la versione italiana è "collaroni" per la forma a collare che viene loro data.
Mi spiace che non abbiate potuto annusare il fantastico aroma che emanavano né il gusto agrodolce che ho provato assaggiandoli.
Ma vi fornisco la ricetta e vi suggerisco di provarla perché non ve ne pentirete assolutamente.
Per quel che mi rigurada li ho già sperimentati e hanno ottenuto un clamoroso successo. 
Ingredienti:
  1. 1 kg di farina di grano duro;
  2. acqua q.b.;
  3. sale q.b.;
  4. cannella q.b.;
  5. pepe q.b.;
  6. olio evo;
  7. zucchero q.b.;
  8. miele q.b.;
  9. olio di semi per friggere.
La ricetta è di semplicissima realizzazione e gli ingredinti richiesti sono proprio alla portata di tutti.
Sistemate a fontana la farina su una spianatoia e aggiungete un pugno di sale. Cominciate a versare l'acqua a filo e continuate fino a che non avrete attenuto un impasto che non appiccichi alle mani e che, però risulti elastico e morbido.
Formate un filoncino dal quale staccherete dei piccoli pezzi di impasto che stenderete con il matterello, aiutandovi con della farina 00.



Insaporite l'impasto steso con cannella, pepe, sale, un filo di olio evo e mescolate il tutto in maniera tale da ottenere un amalgama.





Arrotolate l'impasto su se stesso e lavorate il filoncino senza imprimere troppa forza.



Di seguito arrotolate ancora il filoncino su se stesso per ottenere una specie di rosa che lavorerete con entrambe la mani in maniera tale che le spezie si impregnino in tutto l'impasto.


Ristendete l'impasto con il matterello, aiutandovi con della farina 00, e dopo aver attenuto delle sfoglie che abbiano una forma più o meno tondeggiante, praticate un buco al centro e friggetele in abbondate olio di semi caldissimo.
Una volta che i collaroni avranno assunto un bel colore dorato, sollevateli dall'olio e guarniteli con zucchero o miele sciolto e altra cannella.
Quando li mangerete, noterete che hanno quasi l'aspetto della pasta sfoglia, e il vostro palato si delizierà con un gradevolissimo sapore agrodolce.
N.B. All'impasto, se si vuole, si può aggiungere anche del lievito. In questo caso, i collaroni durante la cottura si gonfieranno.



martedì 10 luglio 2012

Patate al prezzemolo

Ricordate il tacchino ai pistacchi? Ricordate che lo accompagnavano un paio di contorni? Uno era di carote, l'altro era di patate. E che patate!
Eccovi la ricetta, semplice e veloce.
Ingredienti per 4 persone:
  1. 400 gr di patate;
  2. 50 ml di olio evo;
  3. 150 ml di latte;
  4. 1 ciuffo di prezzemolo;
  5. sale q.b.

Pelate le patate e tagliatele a cubetti. Dopo averle sciacquate, versatele in una teglia e ricopritele di acqua. Aggiustate di sale e ponetele sul gas a fiamma moderata.
Mentre attendete che cuociano, preparate la crema al prezzemolo.
Mettete nel mixer il prezzemolo già leggermente tritato, l'olio evo e date una leggera frullata. Di seguito aggiungete il latte e un pizzico di sale e continuate a frullare fino a che non avrete attenuto una cremina che non dovrà risultare né troppo liquida, né troppo densa.
Quando l'acqua delle patate comincerà a bollire, lasciatela andate per 5 minuti. Scolate le vostre patate e disponetele in una pirofila leggermente unta. Conditele con la crema al prezzemolo e infornatele a 180° fino a che non saranno ben cotte.
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domenica 8 luglio 2012

Focaccia alle patate

Cosa c'è di meglio che una bella focaccia per cena? Una fragrante focaccia da farcire con insaccati vari e che è spettacolare con la mortadella? Quella che non mangi l'ultimo pezzo per rispetto di qualcuno che non mangerà l'ultimo pezzo per rispetto tuo e tutti e due resterete a guardarlo? Credo... proprio niente! Ed eccovela la focaccia, quella con la F maiuscola, quella che non vorresti finisse mai!

Ingredienti:

  1. 300 gr di polpa di patate;
  2. 250 gr di farina di grano duro;
  3. 250 gr di farina manitoba;
  4. 200 ml di latte;
  5. 1 lievito di birra;
  6. 100 ml di olio evo;
  7. 100 ml di olio di semi;
  8. sale e origano q.b.
Mettete a lessare le patate con tutta la buccia. Quando saranno cotte, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate. Disponetele la purea in una terrina e lasciatela raffreddare.
Scaldate il latte e scioglietevi il lievito. In una zuppiera bella capiente, versate i due tipi di farina e a filo il latte.
Cominciate ad impastare utilizzando un cucchiaio di legno. 
Di seguito unite l'olio evo e quello di semi e incorporate la purea di patate. Aggiustate di sale e continuate a lavorare l'impasto con le mani.
Quando tutti gli ingredienti si saranno ben amalgamati, ungete una teglia e versatevi l'impasto, cospargendolo di origano e bucherellandolo con le dita.
Mettetelo a crescere e quando sarà raddoppiato di volume, infornatelo a 180° fino a che non avrà assunto un intenso colore dorato.







mercoledì 4 luglio 2012

Le melanzane? In polpetta

Mamma è rientrata dal mercato con un chilo e mezzo di melanzane. Quelle vere, di stagione che profumano ancora di orto. "Ecco", ho pensato, "mi toccherà farle alla solita maniera". Per solita maniera, intendo o grigliate o a funghetti. Poi mi si è accesa una lampadina. Perché non cucinare delle polpette di melanzane?
L'idea mi è parsa carina e mi ci sono cimentata. 
Ingredienti per 36 polpette: 

  1. 1.5 kg di melanzane;
  2. 300 gr di pane raffermo;
  3. 7 cucchiai di pecorino romano;
  4. 2 uova;
  5. aglio  prezzemolo, sale e pepe nero q.b.;
  6. farina di grano duro q.b.
  7. latte e acqua q.b.

Innanzitutto lavate le melanzane e riducetele a tocchetti. Sistematele in un'ampia pentola e ricopritele di acqua. Aggiustate di sale e mettetele sul fuoco. Coprite la pentola con un  coperchio.
Nel frattempo, mettete a mollo il pane, in acqua o in latte (io ho fatto metà e metà). Quando si sarà ammorbidito, strizzatelo per bene e unitevi il formaggio. Date una veloce mescolata e insaporite con il pepe nero, il prezzemolo tritato finemente, l'aglio e un pizzico di sale.
Quando le melanzane saranno ben cotte, scolatele e passatele allo schiacciapatate per eliminare l'acqua in eccesso.
Unitele al pane e mescolate il tutto con le mani.
Quando l'impasto si sarà raffreddato, incorporate le uova.
L'impasto dovrà avere una consistenza morbida.
Formate tante polpette e passatele nella farina di grano duro.
Friggetele in olio di semi caldissimo fino a che non si saranno ben dorate.
Si possono mangiare tiepide o anche fredde. Sono ottime da servire come antipasto.
N.B. Se l'impasto dovesse risultare troppo molle, potete aggiungere un paio di cucchiai di farina o di pangrattato.

sabato 18 febbraio 2012

Le castagnole


Carnevale
Gianni Rodari
  
"Carnevale in filastrocca,
con la maschera sulla bocca,
con la maschera sugli occhi,
con le toppe sui ginocchi:
sono le toppe d’Arlecchino,
vestito di carta, poverino.
Pulcinella è grosso e bianco,
e Pierrot fa il saltimbanco.
Pantalon dei Bisognosi
“Colombina,” dice, “mi sposi?”
Gianduia lecca un cioccolatino
e non ne da niente a Meneghino,
mentre Gioppino col suo randello
mena botte a Stenterello.
Per fortuna il dottor Balanzone
gli fa una bella medicazione,
poi lo consola: “E’ Carnevale,
e ogni scherzo per oggi vale.”"

Mi solleticava l'idea di cominciare questo post con una filastrocca dedicata al Carnevale. Riflettendoci, mi è tornato alla mente che quando frequentavo le scuole elementari, ossia nel Medio Evo, la maestra ci fece imparare una simpatica poesia di Gianni Rodari ed ecco, trovata e riportata!
Un paio di giorni fa, Emiliana ha postato la ricetta delle chiacchiere ed oggi, io posto quella delle castagnole, altro dolce tipico carnevalesco.

Ingredienti:
  1. 40 gr di burro;
  2. 50 ml di olio evo;
  3. 150 gr di zucchero;
  4. 3 uova;
  5. 600 gr di farina;
  6. 100 ml di latte;
  7. 5 gr di sale;
  8. 1 bustina di vanillina;
  9. 1 bustina di lievito per dolci;
  10. 1 fialetta di essenza di rum;
  11. olio di semi di arachidi per friggere;
  12. zucchero a velo q.b.

Sbattete le uova con l'olio evo e il burro ammorbidito a temperatura ambiente.
Unite al composto ottenuto un uovo alla volta e lavorateli fino a che non si saranno amalgamati per bene.
Aggiungete a pioggia la farina mescolata con il lievito e la vanillina e, infine, tutti gli altri ingredienti.
L'impasto che otterrete deve risultare ben compatto anche se abbastanza morbido.
Versate in un tegame capiente, una sufficiente quantità di olio per friggere e, quando avrà raggiunto la temperatura (160° circa), formate con il vostro impasto tante piccole palline e mettetele a cuocere.
Le castagnole saranno cotte quando saliranno a galla e avranno assunto un bel colore dorato carico.
Scolatele e una volta raffreddate, cospargetele di zucchero a velo.


Le mie castagnole sono di sola pasta e non vanno farcite con alcuna crema.


martedì 7 febbraio 2012

La pitta della nonna: lontani sapori di infanzia

Alcuni giorni fa, il nostro amico Luigi ci ha portato il pane. Nella busta c'era anche una bella pitta fresca, di quelle che solo a vederle fanno venire l'acquolina in bocca. Guardandola, così perfetta, così rotonda, mi è tornato alla mente un vecchio ricordo legato alla mia infanzia e non solo. La nonna paterna, quando andavamo a trovarla, a parte le solite deliziose melanzane ripiene e lo squisito polletto fritto, ci faceva trovare anche una pitta con il sugo dal gusto davvero particolare.
Vi dicevo, la pitta era lì sul tavolo ed ho pensato bene di prepararla alla vecchia maniera. Così ho telefonato alla nonna e mi sono fatta dare la ricetta che sto per postare.

Ingredienti per una pitta:
  1. 1/2 bottiglia di passata di pomodoro;
  2. 1 spicchio di aglio;
  3. 8/10 filetti di acciughe;
  4. olio evo;
  5. sale e origano q.b.

Innanzitutto, prendete la vostra bella pitta (per intenderci è quel pane a forma di ciambella) e dividetela a metà. Condite entrambe le parti con olio evo e richiudetela. L'olio ammorbidirà il pane e lo renderà più saporito.
In una padella, versate dell'altro olio e mettetelo a scaldare. Tritate l'aglio finemente (si deve completamente  sciogliere) e unitelo all'olio insieme ai filetti di acciuga.
Quando questi ingredienti si saranno consumati, aggiungete la passata di pomodoro e un paio di bicchieri di acqua.
A metà cottura, aggiustate di sale e origano e fate finire di cuocere. Se necessario aggiungete dell'altra acqua.
Il sugo non deve essere né troppo denso, né troppo liquido.
Quando il condimento sarà pronto, condite la pitta e lasciatela riposare prima di servirla, in maniera tale che il sugo impregni perbene il pane.


Tagliata a piccoli pezzi, questa pitta può essere servita come insolito antipasto!

venerdì 27 gennaio 2012

Polpettone di tonno e cous - cous

Era già un po' di tempo che volevo provare a cucinare questo delizioso (l'ho scoperto solo 5 minuti fa) polpettone. Insomma, mi solleticava l'idea di preparare delle polpette di cous - cous e mi sono arrovellata per giorni il cervello per decidere quale altro ingrediente utilizzare per renderle più saporite.
Poi, stamattina presto, l'illuminazione. Mio "Signore Tonno" mi è comparso davanti agli occhi e sono rimasta letteralmente folgorata.
Sono volata ai fornelli e nel giro di venti minuti, voilà, il secondo è servito. E che secondo!
Già l'impasto in sé era buono (confermato da Clara che l'ha assaggiato. Lei è la nostra cavia preferita perché non si rifiuta mai di provare niente), ma dopo essere stato fritto è diventato eccellente (le due Clara di casa, sorella e nonna, hanno molto gradito).
Condivido con voi questa succulenta ricettina, sperando che apprezziate.

Ingredienti:
  1. 250 gr di cous - cous;
  2. 200 gr di tonno;
  3. 5 filetti di alici;
  4. 2 uova;
  5. 70 gr di pecorino romano o di parmigiano;
  6. pepe q.b.;
  7. sale q.b.;
  8. prezzemolo q.b.;
  9. 2 cucchiai di olio evo;
  10. farina q.b.;
  11. olio di semi.
Pesate 250 gr di cous - cous (io ho utilizzato quello che si compra al supermercato) e riempite una pentola con 500 ml di acqua, salatela e aggiungete i 2 cucchiai di olio.
Mentre aspettate che l'acqua cominci a bollire, sgocciolate il tonno e mettetelo in una ciotola. Incorporare le 2 uova e il formaggio grattugiato che più gradite e mescolate il tutto. Aggiustate di pepe e di prezzemolo. 
Quando l'acqua comincerà a bollire, spegnete il gas e versate nel liquido il cous - cous, sgranandolo con una forchetta.
In seguito versatelo nella ciotola e continuate ad impastare tutti gli ingredienti con le mani in modo da amalgamarli per benino.
In un piatto bello capiente, versate la farina e, dopo aver formato un paio di polpettoni di media grandezza, rotolateli dentro schiacciandoli in maniera tale che la farina aderisca all'impasto.
In una padella versate abbandonate olio di semi e quando inizierà a sfrigolare, immergetevi i polpettoni.
Friggete a fuoco prima vivace da entrambi i lati e poi a fuoco lento in maniera tale che anche l'interno cuocia. Saranno sufficienti una ventina di minuti.
Da servire assolutamente con un contorno di patate al forno.


mercoledì 25 gennaio 2012

Insalatina?

So che molti di voi, leggendo questo post, storceranno il naso (immagino già la faccia del mio amico Carlo), ma di tanto in tanto, andare di frutta e verdura, non fa poi così male. Soprattutto al nostro fisico. 
L'insalatina cui mi riferisco, non è affatto la solita, scontata insalata, quella che ricorda la dieta. E' una superinsalata, gustosa, allegra e colorata che unisce la lattuga ed i finocchi ad alcuni tipi di frutta che si prestano ad essere conditi con olio e glassa di aceto balsamico.
In poche, striminzite parole è deliziosa e, quando posso, la propongo sempre. 
Inoltre, è facile e veloce da preparare.

Ingredienti per 6/8 persone:
  1. 1 cespo di lattuga o in alternativa icesberg;
  2. 2 finocchi;
  3. 2 kiwi;
  4. 1/2 ananas;
  5. 1 mela;
  6. 2 arance;
  7. 100 gr di mandorle;
  8. olio q.b.;
  9. sale q.b.;
  10. glassa di aceto balsamico a piacere.
Procedete come al solito quando volete preparare l'insalata classica. Lavate accuratamente sia la lattuga che  i finocchi e scrollateli dell'acqua in eccesso. Di seguito provvedete a tagliarli nella maniera che vi piace di più.
Poneteli in un ciotola capiente e passate alla frutta.
Sbucciatela tutta, tranne le mele che andranno affettate sottilmente con la scorza, e fatene una dadolata che unirete alla verdura (mi raccomando, la frutta deve essere freschissima).
Frullate grossolanamente le mandorle e aggiungetele all'insalata.
Condite il tutto con l'olio e il sale e mescolate in modo che gli ingredienti si amalgamino perbene fra di loro.
Potete aggiungere la glassa direttamente nella zuppiera o portarla in tavola in maniera che ognuno possa condire la propria porzione come meglio crede.



sabato 21 gennaio 2012

Zucchine e gamberetti

Buongiorno e buon sabato a tutti! Oggi, come ieri e ieri l'altro, mi sento allegra, nonostante il tempo uggioso. Nonostante la pioggia ed il freddo, mi sento bene. Non perché mi sia capitato qualcosa di straordinariamente bello, solo perché il mio attuale stato d'animo mi consente di poterlo affermare con assoluta certezza. Insomma, come direbbe mia madre, farei peccato a lamentarmi. Non mi manca niente. Sono in salute e mi circonda tanta gente che mi vuole bene e a cui voglio bene. Cosa desiderare di più?
Mi sento bene e, soprattutto, mi reputo fortunata. Anche perché, a lamentarsi non si risolve niente e ci si rode solo il fegato. Quindi, anche se virtualmente, rivolgo un sorriso a voi tutti. Perché un sorriso, ne sono certa, può cambiare il corso di una giornata e può renderci sereni.
Stamattina, avevo un unico, piccolissimo ed insignificante problema: "quale ricetta voglio postare?"
Ebbene sì, in questi giorni mi sono data ampiamente da fare in cucina. Ho sviluppato una impensabile passione per i primi piatti e, fra un primo e l'altro, ho anche avuto il tempo di preparare una buonissima torta al miele. 
Quindi, oggi vi toccano degli strepitosi fusilli con zucchine e gamberetti.

Ingredienti per 6 persone:
  1. 500 gr di fusilli di Gragnano;
  2. 4 zucchine verdi di Milano;
  3. 300 gr di gamberetti;
  4. olio evo;
  5. sale q.b.;
  6. pepe q.b.;
  7. dado granulare un cucchiaino;
  8. 1 bicchiere di vino bianco;
  9. besciamella.
Come sempre, dopo aver lavato le zucchine, tritatele finemente e mettetele a cuocere in una wok con sufficiente olio evo.
Lasciatele andare per una decina di minuti e poi aggiungete i gamberetti (io ho utilizzato quelli presi nel banco frigo del supermercato).
A metà cottura insaporite con il dado granulare e aggiustate di sale e pepe.
Infine, sfumate con il vino e lasciatelo evaporare. 
Mentre attendete che il fondo finisca di cucinare, preparate una leggera besciamella che andrà unita al condimento.
Nel frattempo avrete messo su l'acqua per la pasta. Quando bollirà, calate i fusilli e premuratevi di tenere da parte un po' dell'acqua di cottura.
Scolate i fusilli al dente e versateli nella wok amalgamandoli al condimento. Se dovessero risultare asciutti, ammorbidite con l'acqua di cottura che avete tenuto da parte.
Il primo è servito!



martedì 17 gennaio 2012

Pesce spada alle zucchine

Buongiorno a tutti! Siamo appena a martedì e la settimana non ci è mai sembrata così lunga... Come è cominciato per voi questo nuovo giorno? Ci auguriamo sia stato un risveglio tutto sorrisi e miele, il nostro, invece, assolutamente no! Il risveglio, nel senso stretto del termine, non è stato poi così malaccio, ma le cose sono frettolosamente peggiorate con il trascorrere dei minuti e riteniamo che, se il buongiorno si vede dal mattino, la giornata non potrà fare altro che peggiorare! Avete mai visto 5 persone accapigliarsi per una ricetta medica? A casa nostra accade anche questo e quando la discussione si fa un po' più incandescente, sembra di essere a Babele dove ognuno parla una lingua diversa e se ti capita la fortuna di incrociare qualcuno che si esprime nella tua stessa maniera è quasi un sollievo. Ma tu e quell'altra persona finite con il guardarvi esterrefatti e ammutolite perché nessun'altro vi comprende! 
Beh, a parte il nostro sfogo quotidiano (tenere un blog è catartico!) vi vogliamo suggerire una ricettina niente male, sperimentata per la prima volta un paio di sere fa e promossa per essere inserita a pieno titolo nel blog.

Ingredienti per 4 persone:
  1. 4 zucchine verdi di Milano;
  2. 4 fette di pesce spada;
  3. 1 cucchiaino di dado granulare;
  4. 1 bicchiere di vino bianco;
  5. sale q.b.;
  6. pepe q.b.;
  7. olio evo;
  8. la scorza di un limone.
In una padella antiaderente triturate le zucchine e mettetele a soffriggere un un filo di olio evo. Fate cuocere nell'acqua rilasciata dalle zucchine stesse e insaporite con il dado granulare.
A metà cottura, unite il pesce spada che andrà in parte tagliato in grossi pezzi e in parte sbriciolato. 
A questo punto aggiustate di sale e pepe.
Quando il pesce e le zucchine saranno cotti, sfumate con il vino bianco e fate evaporare.
Prima di servire, guarnite ogni piatto con delle zeste di limone (ossia la buccia dell'agrume dalla quale avrete eliminato la mollica) che, a contatto con il vapore, rilasceranno delle piacevolissime note agrumate che renderanno il piatto più leggero!



giovedì 12 gennaio 2012

Involtini di pollo

Buongiorno e ben ritrovati! Gennaio sta per giungere al giro di boa e la vita continua. Il nuovo anno è cominciato e, archiviate le recenti vacanze, si è ritornati alla solita routine. Noi abbiamo trascorso l'Epifania a Napoli. Il folle shopping che avevamo programmato non è stato poi tanto folle! In compenso abbiamo trascorso delle piacevoli giornate in compagnia dei nostri parenti napoletani che ci hanno anche portato a mangiare il mitico "panuozzo" di Gragnano. Non vi sto neanche a dire di quale bontà culinaria si tratti...
Insomma, fra pizza, panuozzo e sfogliatelle, senza dimenticare la puntatina alla mozzarella di bufala, ci siamo proprio rilassate e ricaricate in vista del lungo periodo lavorativo che ci attende.
Ieri è stata una giornata interessante. Per non annoiarvi troppo, vi dico solo che per cena ho preparato degli splendidi, nel senso del sapore, involtini di petto di pollo, farciti con speck e carciofi.
Ingredienti per 2 persone (ebbene sì, era una cena romantica):
  1. 4 fette di petto di pollo;
  2. 4 fette di speck;
  3. 5 carciofi;
  4. sale q.b.;
  5. aglio q.b.;
  6. olio evo;
  7. 1 bicchiere di vino bianco.
Per prima cosa, pulite i carciofi eliminando le foglie esterne che sono dure e lasciando solo il cuore (usate un paio di guanti altrimenti le vostre mani diventeranno nere). Tagliateli in 4 parti e stufateli con un filo di olio, uno spicchio di aglio, un po' di sale e un dito di acqua in modo che non si attacchino al fondo della pentola.
Mentre attendete che i carciofi cuociano, occupatevi della carne. A me il petto di pollo piace un po' più grosso, ma se desiderate potete batterlo per renderlo più sottile. In seguito, salate solo la parte esterna.
Ricoprite la parte interna del pollo con una fetta di speck e, quando i carciofi saranno pronti, dopo averne messo da parte tre cucchiai, adagiatene un po' al centro di quello che diventerà il vostro involtino, avvolgendo poi il pollo su se stesso e chiudendolo con due stuzzicadenti alle estremità.
In una padella antiaderente, preparate un fondo con olio e speck e lasciatelo andare per un paio di minuti in modo che lo speck rilasci il suo sapore. Adagiatevi gli involtini e lasciate cuocere. A metà cottura, unite i carciofi tenuti da parte che eviteranno alla carne di diventare troppo secca. Quando su entrambi i lati della carne si sarà formata la classica crosticina, sfumate con un abbondante bicchiere di vino bianco e fate terminare la cottura.


giovedì 29 dicembre 2011

'U morzeddhu

Avete già deciso cosa cucinare per la sera di San Silvestro?Noi, quest'anno, non saremo impegnate ai fornelli perché siamo ospiti a casa di una carissima amica che so cucinerà per un esercito e pretenderà che si mangi tutto, fino all'ultimo boccone. Un paio di giorni di digiuno preventivo non potranno che farci bene!
A parte il nostro digiuno, vorrei condividere con voi un'usanza catanzarese che prevede per la sera del 31 la preparazione del classico morzello.
Ora, la tradizione, quella vera, vorrebbe che questo squisito piatto, detto morzello "centopezzi", venga cucinato utilizzando la trippa e le interiora del bovino (per intenderci: esofago, polmone, milza e grasso), ma noi, non mando molto le interiora, preferiamo preparare solo quello di trippa.
Quando ci siamo trasferite a Catanzaro, la nostra vicina di casa, catanzarese d.o.c., ha insegnato la ricetta a nostra madre e lei a me. Ed io... a voi!

Ingredienti per 4 persone:
  1. 1 kg di trippa;
  2. 1/2 l di vino bianco;
  3. 250 gr di concentrato di pomodoro;
  4. alloro q.b.;
  5. sale q.b.;
  6. olio q.b. o sugna;
  7. abbondante peperoncino;
  8. abbondante origano;
  9. acqua q.b.
Dopo aver sciacquato varie volte la trippa, mettetela per alcune ore in acqua e limone in modo da eliminarne l'odore acre, poi ripassatela sotto l'acqua corrente.
Tagliatela a listarelle e ponetela in una capiente pentola, aggiungete le foglie di alloro spezzate in tre parti, l'origano e riempite a metà con dell'acqua che, durante la cottura, dovrà quasi completamente evaporare.
Quando, con la forchetta riuscirete a infilzare comodamente la trippa, aggiungete l'olio, o, per i più golosi, la sugna e sfumate con il vino. Lasciate consumare ancora per qualche minuto e unite il concentrato di pomodoro. Amalgamate bene il tutto, aggiungete abbondante acqua e aggiustate di sale. Fate consumare lentamente.
A cottura ultimata, il sugo dovrà risultare abbastanza denso.  
Una delle caratteristiche della trippa è il peperoncino che può essere aggiunto nelle singole porzioni, per chi lo desiderasse o, se può essere consumato da tutti i commensali, va aggiunto nella pentola a cottura quasi ultimata.
Da noi, è buona norma servirlo in un pane tipico chiamato pitta, ossia un pane a ciambella con un buco molto grande e i bordi sottili.




venerdì 23 dicembre 2011

Tris di crepes

Oggi non mi sono fatta mancare proprio nulla. Ho fatto il bagno ad Hachiko, ho pulito casa ed infine, a mezzogiorno passato, ho anche litigato al telefono per circa 30 minuti. Ma io dico, si può rompere le scatole alla gente il 23 dicembre? No, insomma, perché vomitarmi addosso problemi che, in tutta franchezza, non sono mai stati miei? E poi, come si può discutere serenamente al telefono con un uomo che è palesemente misogino? Che, invece di parlare normalmente, grida e aggredisce verbalmente? Per alcuni minuti ho gettano nella pattumiera il mio momento Serendipity ed ho urlato a mia volta! Beh, non è stato poi così male!
Dopo questo breve sfogo, passiamo alle cose serie. Ieri abbiamo parlato della rivisitazione della pasta al forno, oggi parliamo di crepes. Ma non di crepes qualunque. No, no! Parliamo di crepes la cui ricetta viene direttamente da Parigi e ci è stata concessa, molto gentilmente, dalla madrina di cresima di Clara che è parigina d.o.c.

Ingredienti per 8 persone:
  1. 3 uova;
  2. 6 cucchiai di farina (io ne ho utilizzate tre diverse: farina 00, farina integrale, farina ai sette cereali);
  3. 600 ml di latte;
  4. 3 cucchiaini di olio evo;
  5. una noce di burro;
  6. un pizzico di sale.

Disponete sul tavolo tre ciotole e lavorate un impasto alla volta. Rompete le uova nelle ciotole e aggiungete a pioggia la farina battendo il tutto con una forchetta. Quando la farina e le uova si saranno amalgamate versate il latte a filo cercando di sciogliere tutti i grumi se dovessero essercene. Una volta che l'impasto sarà pronto, aggiungete il cucchiaino di olio e il sale e riponete in frigo per circa 5 ore. 
L'impasto delle crepes deve risultare molto liquido.
Trascorse le cinque ore, ponete sul fuoco una padellina con i bordi alti e ungetela con la noce di burro chiusa in una tovagliolo. Non appena sarà sufficientemente calda, versate un mestolino dell'impasto e spargetelo per tutta la superficie. Quando la crepes si sarà dorata giratela dall'altro lato e lasciatela cuocere. 
La padellina andrà imburrata per ogni singola crepes.

Passiamo al ripieno. Io ne ho preparati tre, uno dei quali un classico, funghi trifolati e besciamella. Gli altri due un po' meno. Ma sicuramente quello maggiormente alternativo è stato il ripieno radicchio trevigiano, ricotta e pancetta. Ho adorato quest'ultimo anche se i miei ospiti hanno molto gradito quello ricotta e carciofi.
Una diritta per preparare un radicchio che non sia amarostico? Fatelo appassire in acqua con un cucchiaio di zucchero e mezzo bicchiere di aceto balsamico. Quando sarà cotto strizzatelo per bene per eliminare i residui di acqua. Diventerà ottimo.
Nel ripieno aggiungete sempre un po' di parmigiano reggiano che dà quel tocco di sapore in più.
Riempite le vostre crepes, richiudetele a busta e, dopo averle sistemate in una teglia antiaderente ricopritele con altra besciamella e spolverizzatele ancora di parmigiano. Passatele nel forno caldo a 180° finché il parmigiano non sarà gradinato.
  

domenica 13 novembre 2011

Cinghiale in umido


Qualche giorno fa ho avuto a cena la famiglia del mio ragazzo.
Mio suocero, come mio papà, è un appassionato di cinghiale e dato che in questo periodo è facile reperire tale tipo di carne, ho deciso di prepararla in umido.
La carne di cinghiale, come quella di capra e della selvaggina in genere, ha bisogno di cure particolari prima e durante la cottura. Se si riesce a superare lo scoglio dell'odore e della durezza, potrete affermare di aver cucinato un ottima selvaggina.
Per quanto riguarda i miei commensali, si sono leccati letteralmente i baffi.



Ingredienti per 8 persone:
  1. 2,5 kg di carne di cinghiale;
  2. mix di erbette (rosmarino, dragoncello, ginepro, maggiorana, santoreggia, chiodi di garofano e salvia) q.b.;
  3. 1 carota;
  4. 1 cipolla di tropea;
  5. 1 foglia di alloro;
  6. 2 bicchieri di vino rosso;
  7. 5 pomodori san marzano;
  8. 4 piccole mele selvatiche;
  9. pepe q.b.;
  10. sale q.b.;
  11. olio evo.

Prima di pulire e far macerare il cinghiale, per far sì che la carne non risulti dura dopo la cottura, battetela con il batticarne.
Su come pulirla e farla macerare, seguite il procedimento utilizzato per il ragù di cinghiale.
Quando sarà pronta per la cottura, prendete una pentola di coccio che si presta moltissimo per la cottura della selvaggina (se non l'avete, va bene comunque una pentola in acciaio).
Preparate il fondo con cipolla, olio e un bicchiere d'acqua e lasciate andare finché la cipolla non sarà appassita.
Aggiungete la carne e fate rosolare per qualche minuto.
Unite ancora un po' di erbette e la foglia alloro, coprite e lasciate cuocere per una mezzora abbondante a fuoco lento. 
Nel frattempo scottate i pomodori ed eliminate la pelle (se non li avete in casa e vi manca il tempo di acquistarli, potrete utilizzare i pezzettoni di pomodoro in scatola), passateli al setaccio e teneteli da parte.
Trascorsa la mezzora, sfumate la carne con un bicchiere di vino e lasciate  evaporare. 
Aggiungete le mele selvatiche lavate, mondate e tagliate in quattro e fate cuocere fino a quando non si saranno sciolte (io le ho reperite nella campagna di mio padre e vi assicuro che non hanno nulla a che vedere con le mele del supermercato, ma se non doveste avere un albero di meline selvatiche a disposizione, utilizzate una della qualità che preferite).
A questo punto unite il pomodoro tenuto da parte e lasciate andare fino a cottura ultimata.

giovedì 10 novembre 2011

Cavolfiore sì, cavolfiore no!

Non so voi, ma io odio il cavolfiore! Sì, è proprio una dichiarazione di guerra contro quest'ortaggio che da bambina mi ha fatto passare le classiche pene dell'inferno! Ogni volta che mia mamma lo cucinava, per me era una vera e propria sofferenza, sia fisica che morale.
Crescendo ho smesso di mangiarlo, in qualunque forma venisse preparato, fino a quando la moglie di mio cugino non me lo ha fatto assaggiare ricetatto in un modo alternativo che ora vi dirò. Il sapore rimane sempre quello dolciastro tipico del cavolfiore, ma nel complesso diventa molto più saporito.

Ingredienti per 6 persone:
  1. 1 cavolfiore bianco;
  2. 500 gr di spaghetti;
  3. olio evo;
  4. sale q.b.;
  5. 1 spicchio di aglio;
  6. peperoncino q.b.;
  7. prezzemolo;
  8. parmigiano q.b.
Dopo aver pulito e lavato il cavolfiore, mettetelo in una pentola e ricopritelo di acqua.
Aggiustate di sale e lasciate cuocere. Quando sarà pronto, con la schiumarola sollevatelo e conservate l'acqua di cottura.
In una padella, mettete a rosolare, in abbondante olio, l'aglio che eliminerete una volta imbiondito. Spezzettate il cavolfiore e ripassatelo nel condimento mescolandolo spesso in modo da farlo diventare una cremina e incorporate sia il prezzemolo che il peperoncino (che non ho messo per una questione di gusto personale).


Nel frattempo, mettete a bollire l'acqua che avete tenuto da parte e nelle stessa cuocete gli spaghetti che scolerete al dente.
Unite gli spaghetti al cavolfiore e fateli saltare, aggiungendo un po' di acqua di cottura se dovessero risultare asciutti.
Prima di servire spolverizzate con del parmigiano e mantecate.
Con questa ricetta il cavolfiore risulterà gradito anche ai bambini.