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martedì 14 agosto 2012

I "collaroni" di nonna Caterina

Nonna Caterina è una siciliana doc. Viene da Pietraperzia e porta con sé tutte le tradizioni della sua terra, assieme ai sapori e agli odori di buono. Se la guardi attentamente, puoi leggere sul suo volto la cultura e le usanze della splendida isola che le ha dato i natali. Forte della sua memoria storica, non perde occasione per riproporre a parenti e amici i gustosissmi piatti che cucinava fin da bambina, senza negare, a chi gliele domanda come ho fatto io, le ricette che custodisce nella mente.
E' accaduto, alcuni giorni fa, che siamo passati a trovare Calogero, figlio della nonna Caterina nonché ottimo amico di famiglia.
La nonna era intenta a staccare piccoli pezzi di impasto che poi stendeva, farciva con alcune spezie e friggeva. Il nome tradizionale siculo di queste ottime frittelle mi risulta impronunciabile, ma la versione italiana è "collaroni" per la forma a collare che viene loro data.
Mi spiace che non abbiate potuto annusare il fantastico aroma che emanavano né il gusto agrodolce che ho provato assaggiandoli.
Ma vi fornisco la ricetta e vi suggerisco di provarla perché non ve ne pentirete assolutamente.
Per quel che mi rigurada li ho già sperimentati e hanno ottenuto un clamoroso successo. 
Ingredienti:
  1. 1 kg di farina di grano duro;
  2. acqua q.b.;
  3. sale q.b.;
  4. cannella q.b.;
  5. pepe q.b.;
  6. olio evo;
  7. zucchero q.b.;
  8. miele q.b.;
  9. olio di semi per friggere.
La ricetta è di semplicissima realizzazione e gli ingredinti richiesti sono proprio alla portata di tutti.
Sistemate a fontana la farina su una spianatoia e aggiungete un pugno di sale. Cominciate a versare l'acqua a filo e continuate fino a che non avrete attenuto un impasto che non appiccichi alle mani e che, però risulti elastico e morbido.
Formate un filoncino dal quale staccherete dei piccoli pezzi di impasto che stenderete con il matterello, aiutandovi con della farina 00.



Insaporite l'impasto steso con cannella, pepe, sale, un filo di olio evo e mescolate il tutto in maniera tale da ottenere un amalgama.





Arrotolate l'impasto su se stesso e lavorate il filoncino senza imprimere troppa forza.



Di seguito arrotolate ancora il filoncino su se stesso per ottenere una specie di rosa che lavorerete con entrambe la mani in maniera tale che le spezie si impregnino in tutto l'impasto.


Ristendete l'impasto con il matterello, aiutandovi con della farina 00, e dopo aver attenuto delle sfoglie che abbiano una forma più o meno tondeggiante, praticate un buco al centro e friggetele in abbondate olio di semi caldissimo.
Una volta che i collaroni avranno assunto un bel colore dorato, sollevateli dall'olio e guarniteli con zucchero o miele sciolto e altra cannella.
Quando li mangerete, noterete che hanno quasi l'aspetto della pasta sfoglia, e il vostro palato si delizierà con un gradevolissimo sapore agrodolce.
N.B. All'impasto, se si vuole, si può aggiungere anche del lievito. In questo caso, i collaroni durante la cottura si gonfieranno.



sabato 30 giugno 2012

Tacchino in salsa di pistacchi

Avevo un po' staccato la spina dai fornelli seri, presa com'ero da altri mille impegni. Ma, in questi ultimi giorni la voglia di preparare e sperimentare nuove cose si è fatta sentire prepotente. E allora, perché non farla emergere e sfruttare questa propensione culinaria?
Ieri, cenetta tranquilla a casa. Io, mamma, Clara, la nonna e Simone. Emiliana era uscita con il fidanzato e papà aveva optato per una trasferta ad Isca.
Cosa cucinare per un palato esigente come quello di Simone? Lui, fra tutti i nostri amici e parenti, è sicuramente il più critico. Quello che se una cosa è buona, lo è per davvero. Se invece non funziona, te lo dice senza troppi problemi.
In freezer avevo una bella e polposa sovracoscia di tacchino. L'ho tirata fuori e l'ho fatta scongelare. Nell'attesa, ho pensato a come prepararla. Poi, aprendo il frigorifero, mi sono ritrovava faccia a faccia con la granella di pistacchi ed è stato subito amore.

Per 4 persone:

  1. una sovracoscia di tacchino;
  2. pepe, noce moscata e sale q.b.;
  3. 200 ml di vino bianco;
  4. 4 cucchiaini da tè di granella di pistacchi + una manciata per guarnire;
  5. 50 ml di olio evo;
  6. 250 ml di latte;
  7. 1 cucchiaino da tè raso di amido.
Private il tacchino della pelle e, dopo averlo passato sotto l'acqua, disponetelo in una wok. Aggiustatelo di sale, pepe e noce moscata da entrambi i lati. Irrorate con un bicchiere di acqua e 200 ml di vino bianco. 
Lasciate cuocere per una trentina di minuti, provvedendo a girare il tacchino frequentemente.
Quando l'acqua e il vino si saranno ridotti e la carne sembrerà cotta, spegnete il gas e lasciate raffreddare.
Mentre attendete, preparate la vostra cremina.
Passate al mixer i pistacchi con l'olio e il latte, aggiustandoli di sale. In un bicchiere provvedete a sciogliere l'amido, con un altro goccio di latte, e ad unirlo al composto. 
Versate in tutto nel sugo del tacchino e riponete la wok sul fuoco fino a che il liquido non si sarà leggermente addensato.
Tagliate a fette sottili il tacchino e predisponetele in una pirofila. Se necessario aggiustate ancora di sale.
Ricoprite la carne con la crema di pistacchi e infornate a 180° per circa 35/40 min.

Servite il piatto non appena sarà diventato tiepido
A fine pasto, se dovesse esservi avanzato un po' di tacchino, non preoccupatevi. Riponetelo in frigo e consumatelo anche freddo il giorno dopo. Noterete che si sarà formata una densa gelatina che è saporitissima e anche così è ottimo!



sabato 3 marzo 2012

Lasagnette ai peperoni

Buongiorno a tutti! Finalmente è sabato e sono pronta a godermi questo week-end di meritato riposo.
La settimana trascorsa è stata veramente lunga e faticosa, ma c'è sempre la voglia di pubblicare qualcosa di goloso per il pranzo della domenica.
Oggi voglio proporvi una ricetta molto saporita, facile e veloce da preparare che vi consentirà di non trascorrere l'intera domenica mattina alle prese con i fornelli.

Ingredienti per 6 persone:
  1. 4 peperoni gialli e rossi;
  2. 500 ml di besciamella;
  3. 1 bottiglia di passata di pomodoro;
  4. olio evo q.b.;
  5. 1 spicchio di aglio;
  6. sale q.b.;
  7. parmigiano q.b.
Dopo aver lavato i peperoni, eliminate i semi e frullateli grossolanamente.
In una wok mettete a scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio e quando quest'ultimo si sarà leggermente dorato, unite i peperoni e aggiustate di sale.
Quando saranno quasi cotti, aggiungete la passata di pomodoro che farete consumare ben bene facendo attenzione a non farla bruciare.
Se serve aggiustate ancora di sale.
Quando il sugo sarà ristretto, unite un bicchiere di acqua e fatelo nuovamente consumare. Questa operazione andrà ripetuta per altre due volte.
Nel frattempo preparate la besciamella:
  1. 500 ml di latte intero;
  2. 2 cucchiai di amido di mais;
  3. sale q.b.;
  4. pepe q.b.;
  5. noce moscata q.b.
Sciogliete l'amido con il latte versato a filo, facendo attenzione a non formare grumi.
Aggiustate di sale, pepe e noce moscata. Fate cuocere a fuoco lento fino a che il composto non si addenserà.
Per evitare di appesantire troppo il piatto vi suggerisco però di rendere la besciamella più leggera usando  del latte scremato. Il risultato sarà comunque ottimo.
A questo punto accertatevi che il sugo sia ben ristretto, unitevi la besciamella ed amalgamate il tutto.
Cuocete la pasta, scolatela, unitela al sugo ed amalgamatela con una buona dose di parmigiano. 
Buon appetito!


venerdì 27 gennaio 2012

Polpettone di tonno e cous - cous

Era già un po' di tempo che volevo provare a cucinare questo delizioso (l'ho scoperto solo 5 minuti fa) polpettone. Insomma, mi solleticava l'idea di preparare delle polpette di cous - cous e mi sono arrovellata per giorni il cervello per decidere quale altro ingrediente utilizzare per renderle più saporite.
Poi, stamattina presto, l'illuminazione. Mio "Signore Tonno" mi è comparso davanti agli occhi e sono rimasta letteralmente folgorata.
Sono volata ai fornelli e nel giro di venti minuti, voilà, il secondo è servito. E che secondo!
Già l'impasto in sé era buono (confermato da Clara che l'ha assaggiato. Lei è la nostra cavia preferita perché non si rifiuta mai di provare niente), ma dopo essere stato fritto è diventato eccellente (le due Clara di casa, sorella e nonna, hanno molto gradito).
Condivido con voi questa succulenta ricettina, sperando che apprezziate.

Ingredienti:
  1. 250 gr di cous - cous;
  2. 200 gr di tonno;
  3. 5 filetti di alici;
  4. 2 uova;
  5. 70 gr di pecorino romano o di parmigiano;
  6. pepe q.b.;
  7. sale q.b.;
  8. prezzemolo q.b.;
  9. 2 cucchiai di olio evo;
  10. farina q.b.;
  11. olio di semi.
Pesate 250 gr di cous - cous (io ho utilizzato quello che si compra al supermercato) e riempite una pentola con 500 ml di acqua, salatela e aggiungete i 2 cucchiai di olio.
Mentre aspettate che l'acqua cominci a bollire, sgocciolate il tonno e mettetelo in una ciotola. Incorporare le 2 uova e il formaggio grattugiato che più gradite e mescolate il tutto. Aggiustate di pepe e di prezzemolo. 
Quando l'acqua comincerà a bollire, spegnete il gas e versate nel liquido il cous - cous, sgranandolo con una forchetta.
In seguito versatelo nella ciotola e continuate ad impastare tutti gli ingredienti con le mani in modo da amalgamarli per benino.
In un piatto bello capiente, versate la farina e, dopo aver formato un paio di polpettoni di media grandezza, rotolateli dentro schiacciandoli in maniera tale che la farina aderisca all'impasto.
In una padella versate abbandonate olio di semi e quando inizierà a sfrigolare, immergetevi i polpettoni.
Friggete a fuoco prima vivace da entrambi i lati e poi a fuoco lento in maniera tale che anche l'interno cuocia. Saranno sufficienti una ventina di minuti.
Da servire assolutamente con un contorno di patate al forno.


sabato 21 gennaio 2012

Zucchine e gamberetti

Buongiorno e buon sabato a tutti! Oggi, come ieri e ieri l'altro, mi sento allegra, nonostante il tempo uggioso. Nonostante la pioggia ed il freddo, mi sento bene. Non perché mi sia capitato qualcosa di straordinariamente bello, solo perché il mio attuale stato d'animo mi consente di poterlo affermare con assoluta certezza. Insomma, come direbbe mia madre, farei peccato a lamentarmi. Non mi manca niente. Sono in salute e mi circonda tanta gente che mi vuole bene e a cui voglio bene. Cosa desiderare di più?
Mi sento bene e, soprattutto, mi reputo fortunata. Anche perché, a lamentarsi non si risolve niente e ci si rode solo il fegato. Quindi, anche se virtualmente, rivolgo un sorriso a voi tutti. Perché un sorriso, ne sono certa, può cambiare il corso di una giornata e può renderci sereni.
Stamattina, avevo un unico, piccolissimo ed insignificante problema: "quale ricetta voglio postare?"
Ebbene sì, in questi giorni mi sono data ampiamente da fare in cucina. Ho sviluppato una impensabile passione per i primi piatti e, fra un primo e l'altro, ho anche avuto il tempo di preparare una buonissima torta al miele. 
Quindi, oggi vi toccano degli strepitosi fusilli con zucchine e gamberetti.

Ingredienti per 6 persone:
  1. 500 gr di fusilli di Gragnano;
  2. 4 zucchine verdi di Milano;
  3. 300 gr di gamberetti;
  4. olio evo;
  5. sale q.b.;
  6. pepe q.b.;
  7. dado granulare un cucchiaino;
  8. 1 bicchiere di vino bianco;
  9. besciamella.
Come sempre, dopo aver lavato le zucchine, tritatele finemente e mettetele a cuocere in una wok con sufficiente olio evo.
Lasciatele andare per una decina di minuti e poi aggiungete i gamberetti (io ho utilizzato quelli presi nel banco frigo del supermercato).
A metà cottura insaporite con il dado granulare e aggiustate di sale e pepe.
Infine, sfumate con il vino e lasciatelo evaporare. 
Mentre attendete che il fondo finisca di cucinare, preparate una leggera besciamella che andrà unita al condimento.
Nel frattempo avrete messo su l'acqua per la pasta. Quando bollirà, calate i fusilli e premuratevi di tenere da parte un po' dell'acqua di cottura.
Scolate i fusilli al dente e versateli nella wok amalgamandoli al condimento. Se dovessero risultare asciutti, ammorbidite con l'acqua di cottura che avete tenuto da parte.
Il primo è servito!



martedì 17 gennaio 2012

Pesce spada alle zucchine

Buongiorno a tutti! Siamo appena a martedì e la settimana non ci è mai sembrata così lunga... Come è cominciato per voi questo nuovo giorno? Ci auguriamo sia stato un risveglio tutto sorrisi e miele, il nostro, invece, assolutamente no! Il risveglio, nel senso stretto del termine, non è stato poi così malaccio, ma le cose sono frettolosamente peggiorate con il trascorrere dei minuti e riteniamo che, se il buongiorno si vede dal mattino, la giornata non potrà fare altro che peggiorare! Avete mai visto 5 persone accapigliarsi per una ricetta medica? A casa nostra accade anche questo e quando la discussione si fa un po' più incandescente, sembra di essere a Babele dove ognuno parla una lingua diversa e se ti capita la fortuna di incrociare qualcuno che si esprime nella tua stessa maniera è quasi un sollievo. Ma tu e quell'altra persona finite con il guardarvi esterrefatti e ammutolite perché nessun'altro vi comprende! 
Beh, a parte il nostro sfogo quotidiano (tenere un blog è catartico!) vi vogliamo suggerire una ricettina niente male, sperimentata per la prima volta un paio di sere fa e promossa per essere inserita a pieno titolo nel blog.

Ingredienti per 4 persone:
  1. 4 zucchine verdi di Milano;
  2. 4 fette di pesce spada;
  3. 1 cucchiaino di dado granulare;
  4. 1 bicchiere di vino bianco;
  5. sale q.b.;
  6. pepe q.b.;
  7. olio evo;
  8. la scorza di un limone.
In una padella antiaderente triturate le zucchine e mettetele a soffriggere un un filo di olio evo. Fate cuocere nell'acqua rilasciata dalle zucchine stesse e insaporite con il dado granulare.
A metà cottura, unite il pesce spada che andrà in parte tagliato in grossi pezzi e in parte sbriciolato. 
A questo punto aggiustate di sale e pepe.
Quando il pesce e le zucchine saranno cotti, sfumate con il vino bianco e fate evaporare.
Prima di servire, guarnite ogni piatto con delle zeste di limone (ossia la buccia dell'agrume dalla quale avrete eliminato la mollica) che, a contatto con il vapore, rilasceranno delle piacevolissime note agrumate che renderanno il piatto più leggero!



martedì 20 dicembre 2011

Calamari in crosta

Ultimamente, devo ammetterlo sussurrandolo a bassa voce, mi stanno capitando proprio delle cose piacevoli. Sarà per via della mia nuova filosofia di vita. Sarà perché è Natale e sono portata a pensare che ogni desiderio, per quanto folle, possa trovare realizzazione, ma mi sento veramente bene!
Oggi devo dire grazie alla mia amica Nicol che mi ha tirato uno strepitoso bidone annullando un appuntamento quando già ero sull'uscio di casa ed io, per dispetto, sono uscita lo stesso. Vuoi mettere passeggiare sul corso con quella bella arietta gelida e tutti i monti innevati? Vuoi mettere respirare a pieni polmoni le atmosfere natalizie e vedere tanti volti rilassati e sorridenti? E poi, se si incontra anche qualche bella persona, la giornata non è affatto andata persa. Ebbene sì, tutti sorridono, tutti sono predisposti alla chiacchiera e per una come me (che è sempre predisposta alla chiacchiera) è un vero paradiso. Ma non vi voglio annoiare oltre con questa lunga tiritera e posto velocemente un ottimo secondo, perfetto, sempre secondo me, per la sera della Vigilia.

Ingredienti per 4 persone:
  1. 4 calamari;
  2. 2 uova;
  3. 100 gr di mollica di pane raffermo;
  4. 100 gr di pecorino romano;
  5. sale q.b.;
  6. pepe q.b.;
  7. olio evo q.b.
Pulite i vostri calamari e privateli dei tentacoli che provvederete a tagliare a piccoli pezzi. Riponete il vostro trito in una ciotola e unite le uova, il formaggio e il pane ammollato. Aggiustate di sale e di pepe e impastate come se voleste preparare delle polpette.
Una volta che l'impasto sarà ben omogeneo, riempite le sacche dei calamari e richiudetele adoperando gli stuzzicadenti.
In una padella mettete dell'olio e rosolate i vostri calamari ripieni da entrambi i lati, sfumando con del vino.
Mentre attendete che cuociano, preparate la sfoglia.

Ingredienti:
  1. 50 gr di burro;
  2. 1 uovo;
  3. 100 gr di farina;
  4. 50 gr di pecorino romano;
  5. pepe q.b.
Disponete la farina a fontana e unitevi l'uovo, il burro ammorbidito a temperatura ambiente, il formaggio e il pepe. Lavorate il tutto amalgamando per bene gli ingredienti.
Dividete la vostra sfoglia in 4 parti e stendetele sottilmente.
Quando i calamari saranno cotti, eliminate gli stuzzicadenti e avvolgete ogni sacca nella sfoglia.
Infornate a 180° fino a che la sfoglia non risulterà ben dorata.



domenica 18 dicembre 2011

Agnello in salsa provenzale

Buon giorno e buona domenica. Oggi siamo un po' indaffarate perché nostro papà festeggia il compleanno e, sia a pranzo che a cena, abbiamo ospiti. Credo proprio che sarà una fantastica giornata. Insomma, un compleanno è sempre un momento da celebrare, sia con i parenti che con gli amici. In più abbiamo organizzato una super tombolata e altri giochi per trascorrere allegramente il tempo. Inoltre, come avrete ben immaginato, il tutto sarà condito da del buon cibo.
A proposito di cibo, la ricetta che posto oggi arriva dritta, dritta dalla Svizzera dove, assieme a Clara, sono stata qualche anno fa. Più precisamente abbiamo soggiornato a Ginevra a casa di una cara amica che ci ha fatto visitare i luoghi più caratteristici e ci ha fatto assaggiare i cibi più impensati. Di bello, la Svizzera ha la sua cultura multietnica e il fatto che tutti riescano a convivere in maniera pacifica e amichevole.
Ma bando alle ciance ed eccovi uno strepitoso agnello alla provenzale.

Ingredienti per 4 persone:
  1. 1 kg di filetto di agnello;
  2. 30 gr di burro;
  3. sale e pepe q.b.;
  4. erbe di provenza q.b.;
  5. 1 spicchio di aglio;
  6. prezzemolo;
  7. 1/2 bottiglia di passata di pomodoro;
  8. 1 bicchiere di vino bianco;
  9. amido;
  10. olio evo q.b.
Mettete a marinare l'agnello nel burro fuso, dopo averlo aggiustato di sale e pepe. Mescolatelo per bene in modo che si insaporisca e riponetelo nel frigorifero per qualche ora.
Nel frattempo, mettete a rosolare l'aglio tritato finemente assieme al prezzemolo e alle erbe di provenza nell'olio. Aggiungete un bicchiere di vino e fate evaporare.
In un piatto tirate via alcuni cucchiai del vostro fondo ai quali unirete mezzo cucchiaio di amido in modo da formare una cremina che dovrete incorporare al resto del fondo.
A questo punto aggiungete al fondo la passata di pomodoro e lasciate cuocere. 
Fate rosolare l'agnello in un tegame e poi unitelo al condimento. 
Passate il tutto in formo per 10 minuti e servite con delle verdure cotte al vapore.  



sabato 17 dicembre 2011

Involtini saporiti

I tanto attesi giorni di festa sono oramai alle porte e tutti, o quasi, siamo alle prese con mille idee su cosa dovremo cucinare.
Per quanto mi riguarda, io sono una tradizionalista che ama variare e che non disdegna le innovazioni. E come potrebbe essere altrimenti? Con un papà calabrese d.o.c. e una mamma napoletana d.o.p. io e le mie sorelle ci troviamo nel bel mezzo di una vasta scelta culinaria. Anche se, per dirla proprio tutta, nostro padre si è convertito molto volentieri alla cucina partenopea e noi abbiamo seguito la scia con brevi ma intensi raid in quella calabra.
Quindi, a parte il cenone tradizionale con le solite 13 portate che farebbero la felicità di Trimalchione, ho ben pensato che forse variare un po' non avrebbe potuto farci che bene e così ho sperimentato un nuovo involtino di carne che è tutto un programma.

Ingredienti per 4 persone:
  1. 4 fettine di carne di maiale;
  2. 4 fettine di carne di vaccino;
  3. 50 gr di noci;
  4. 50 gr di mandorle;
  5. 50 gr di nocciole;
  6. 25 gr di uvetta;
  7. 25 gr di pinoli;
  8. 2 uova;
  9. 50 gr di pecorino romano;
  10. farina q.b.;
  11. sale q.b.;
  12. 600 ml di brodo vegetale;
  13. pepe q.b.;
  14. 100 ml di vino bianco;
  15. 50 ml di aceto balsamico;
  16. olio evo q.b.
Nel mixer frullate grossolanamente la frutta secca e trasferitela in una terrina. Aggiungete le uova, il formaggio e un pizzico di sale. Amalgamate il tutto, in modo da ottenere un ripieno abbastanza sodo.
Battete la carne, salatela e passatela nella farina. Al centro di ogni fettina mettete un po' di ripieno e avvolgete la carne su se stessa chiudendo ogni lato con uno stuzzicadenti.
Fate rosolare gli involti nell'olio evo da entrambi i lati e pepate a piacere. Irrorate con il bordo vegetale e lasciate cuocere. 
Quando il brodo si sarà ridotto, sfumate con il vino bianco e lasciatelo evaporare. A questo punto aggiungete l'aceto balsamico e fatelo consumare. Dovrete ottenere un sughetto denso che accompagnerà la carne.


domenica 13 novembre 2011

Cinghiale in umido


Qualche giorno fa ho avuto a cena la famiglia del mio ragazzo.
Mio suocero, come mio papà, è un appassionato di cinghiale e dato che in questo periodo è facile reperire tale tipo di carne, ho deciso di prepararla in umido.
La carne di cinghiale, come quella di capra e della selvaggina in genere, ha bisogno di cure particolari prima e durante la cottura. Se si riesce a superare lo scoglio dell'odore e della durezza, potrete affermare di aver cucinato un ottima selvaggina.
Per quanto riguarda i miei commensali, si sono leccati letteralmente i baffi.



Ingredienti per 8 persone:
  1. 2,5 kg di carne di cinghiale;
  2. mix di erbette (rosmarino, dragoncello, ginepro, maggiorana, santoreggia, chiodi di garofano e salvia) q.b.;
  3. 1 carota;
  4. 1 cipolla di tropea;
  5. 1 foglia di alloro;
  6. 2 bicchieri di vino rosso;
  7. 5 pomodori san marzano;
  8. 4 piccole mele selvatiche;
  9. pepe q.b.;
  10. sale q.b.;
  11. olio evo.

Prima di pulire e far macerare il cinghiale, per far sì che la carne non risulti dura dopo la cottura, battetela con il batticarne.
Su come pulirla e farla macerare, seguite il procedimento utilizzato per il ragù di cinghiale.
Quando sarà pronta per la cottura, prendete una pentola di coccio che si presta moltissimo per la cottura della selvaggina (se non l'avete, va bene comunque una pentola in acciaio).
Preparate il fondo con cipolla, olio e un bicchiere d'acqua e lasciate andare finché la cipolla non sarà appassita.
Aggiungete la carne e fate rosolare per qualche minuto.
Unite ancora un po' di erbette e la foglia alloro, coprite e lasciate cuocere per una mezzora abbondante a fuoco lento. 
Nel frattempo scottate i pomodori ed eliminate la pelle (se non li avete in casa e vi manca il tempo di acquistarli, potrete utilizzare i pezzettoni di pomodoro in scatola), passateli al setaccio e teneteli da parte.
Trascorsa la mezzora, sfumate la carne con un bicchiere di vino e lasciate  evaporare. 
Aggiungete le mele selvatiche lavate, mondate e tagliate in quattro e fate cuocere fino a quando non si saranno sciolte (io le ho reperite nella campagna di mio padre e vi assicuro che non hanno nulla a che vedere con le mele del supermercato, ma se non doveste avere un albero di meline selvatiche a disposizione, utilizzate una della qualità che preferite).
A questo punto unite il pomodoro tenuto da parte e lasciate andare fino a cottura ultimata.

mercoledì 12 ottobre 2011

Pasta e fagioli

Se ancora non avete idea di cosa preparare per pranzo, vi vogliamo suggerire un primo piatto completo e saporitissimo. Stiamo parlando dell'intramontabile pasta e fagioli che nostra mamma ci ha insegnato a cucinare alla maniera napoletana.


Ingredienti per 4 persone:
  1. 240 gr. di fagioli secchi;
  2. 120 gr. di pasta mista;
  3. uno spicchio di aglio;
  4. un pomodoro san marzano;
  5. prezzemolo;
  6. olio evo;
  7. sale q.b.;
  8. pepe nero;
  9. cotica o, in alternativa, puntine di maiale.
Dopo aver lavato attentamente i fagioli (in quelli secchi potrebbe esserci la presenza di pietruzze), riempite una  pentola con acqua sufficiente per la quantità di legumi che volete cucinare. 

Aggiungete l'aglio, l'olio evo, il pomodoro intero e il prezzemolo e mettete a cuocere a fiamma viva finché l'acqua non inizia a bollire, quindi, coprite con un coperchio e abbassate il fuoco facendo bene attenzione a che il bollore continui.

Noi per rendere la ricetta meno grassa, cuciniamo la cotica o le puntine separatamente in una pentola con dell'acqua che in seguito alla cottura eliminiamo. La ricetta originaria vorrebbe, però, che la cotica o le puntine cuocessero assieme ai fagioli.

Quando i fagioli saranno ben cotti (si devono sfarinare), dopo aver eliminato l'aglio e schiacciato il pomodoro, unite la cotica o la carne tagliata a piccoli pezzi, aggiustate l'acqua, che dovrà esservi avanzata, con il sale e nella stessa cuocete la pasta.

A cottura ultimata, l'amido della pasta assieme alla purea dei fagioli dovranno creare una sorta di cremina semi densa.

Se lo gradite, grattugiate sulla pasta un po' di pepe nero in grani. 


Potrete ritenervi soddisfatti della vostra pasta e fagioli se il risultato non sarà né colloso, né brodoso.

Buon appetito!

lunedì 12 settembre 2011

Fagottini fantasia

"A chi è affamato, ogni cibo è grato!"

Condivido pienamente! Insomma, sarà capitato anche a voi di storcere il muso a tavola davanti ad una pietanza che vi avevano appena servito.

Lo si può fare almeno per un paio di motivi. Il primo è che il cibo che vi apprestate a mangiare non è di vostro gradimento. Il secondo è che non siete affamati.

Nostra madre direbbe anche "chi non mangia, ha ben mangiato!".

Io aggiungerei "evviva la saggezza popolare!".

Oggi, vorrei deliziarvi con un primo piatto che mi fa venire l'acquolina in bocca al solo pensarci.

Non lo cuciniamo spesso (anzi Emiliana non lo cucina spesso), perché ha una preparazione piuttosto lunga e ci vuole tanta pazienza. Ora vi spiego meglio.

Ingredienti per 4:
  1. 32 paccheri (giusto per fare cifra tonda);
  2. 500 gr di ricotta di pecora;
  3. 30 gamberetti;
  4. 1 kg di vongole fresche;
  5. 1 bottiglia di salsa di pomodoro;
  6. vino q.b.;
  7. sale q.b.;
  8. pepe q.b.;
  9. olio evo q.b.
Sbollentate i gamberetti sfumandoli con del vino bianco. Una volta cotti, tagliateli a piccoli pezzi.


In disparte, preparate le vongole. Ponetele in una padella capiente, dove avrete insaporito l'olio con l'aglio che provvederete ad eliminare una volta dorato. Quando i gusci si saranno aperti, sgusciatele e sfumate anche queste ultime con il vino. Una volta pronte, sollevatele dal condimento dove farete cuocere la salsa di pomodoro, aggiustandola con il sale, alla quale andranno unite le vongole.

Nel frattempo, mettete su l'acqua per la pasta, alla quale oltre al sale andrà anche aggiunto dell'olio che impedirà ai paccheri di attaccarsi l'un l'altro.

Mentre aspettate che la pasta cuocia, prendete la ricotta e, dopo averla insaporita con il pepe e con un paio di cucchiai del vostro sugo, unitela ai gamberetti.

Scolate la pasta al dente (è fondamentale che non scuocia) e con l'ausilio di un cucchiaino riempitela con il condimento.

A questo punto preparate 4 fogli abbastanza grandi di carta alluminio sui quali andranno adagiati i paccheri in modo da formare una piramide.

Prima di richiudere la stagnola condite i paccheri con dell'altro sugo e ponete i vostri fagottini al forno preriscaldato a 180° per 10 minuti.

Servite i paccheri ancora caldi senza levarli dalla stagnola. 

giovedì 1 settembre 2011

Fiori di zucca con sorpresa

"Brache, tela e meloni a settembre non sono più buoni"

Oggi entriamo ufficialmente nel mese di settembre. Rassegnamoci, le vacanze, per la maggior parte di noi, sono già finite o stanno per volgere a termine e dovremo aspettare ben undici mesi per poter godere nuovamente del mare o della montagna beatamente seduti senza fare nulla. 

Molti di noi a breve torneranno al lavoro o hanno già ripreso il tram tram quotidiano. Noi siamo fra le poche fortunate che potranno godere per ancora cinque giorni del mare e del sole su una spiaggia desolatamente deserta, a parte qualche sporadico ombrellone qua e là che si erge come i cactus in mezzo al deserto del Sahara.

Niente più grida di bambini scalmanati. Niente più macchie di olio abbronzante sulla superficie dell'acqua. Insomma, un vero e proprio paradiso terrestre. 

Solo calma e silenzio per il vero riposo, perché, almeno noi, ad agosto non abbiamo fatto vacanza, Tutt'altro! Quindi ci godiamo questo scampolo di ferie e pensiamo a rilassarci prima di rientrare in città.

Cosa dire di questo mese che ci traghetta verso l'autunno?Settembre è il nono mese dell'anno e conta 30 giorni. Il suo nome deriva dal latino september, da septem perché era il settimo mese del calendario dei romani per i quali l'anno cominciava a marzo.

Settembre è il mese delle erbette aromatiche, delle carote, delle patate, delle melanzane, delle zucche, delle zucchine e di tanti altri tipi di verdura che, generalmente, abbandono sulla nostra tavola.

Quindi, oggi, dopo questo lunghissimo sproloquio, vi vogliamo postare una deliziosa ricetta che ha come ingrediente principale i fiori di zucca che si prestano ad essere utilizzati in maniera molto versatile.

Ingredienti per 6 persone:
  1. 12 fiori di zucca;
  2. 4 uova;
  3. formaggio pecorino romano q.b.;
  4. sale q.b.;
  5. pepe nero q.b.;
  6. farina;
  7. caciocavallo;
  8. olio per friggere.


Pulite i fiori di zucca e sciacquateli delicatamente in modo da farli rimanere interi. Dopo queste semplici operazioni, poneteli a scolare così da eliminare l'acqua in eccesso.

Mentre attendete, sbattete le uova aggiustandole di sale, di formaggio e di pepe nero. Tagliate a cubetti il caciocavallo e disponete in un vassoio abbondante farina.

A questo punto, prendete i fiori di zucca e imbottiteli con il caciocavallo che avete precedentemente tagliato (un paio di cubetti a fiore saranno più che sufficienti).

Dopo questa operazione, passate i fiori di zucca prima nella farina e poi nell'uovo e metteteli a friggere nell'olio bollente.

Una volta cotti (dovranno assumere una delicata tonalità dorata) poggiateli su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.


E', come avrete notato, una ricetta velocissima e, allo stesso tempo, molto saporita. I fiori di zucca così preparati possono essere serviti come antipasto.

Per chi volesse, perché magari non lo gradisce, può sostituire il pecorino romano con il parmigiano. 

Per quanto concerne l'imbottitura, al posto del caciocavallo si può adoperare la mozzarella e si possono anche aggiungere alici, speck e qualunque altro ingrediente che soddisfi i nostri gusti.


venerdì 15 luglio 2011

Calzoni napoletani

Continuiamo con le bontà preparate per la festa di compleanno di Salvatore.

Emiliana ha superato se stessa impastando due chili di farina e friggendo 60 calzoni, parte con la ricotta e il salame napoli, parte con il sugo e la provola.

Eccovi la ricetta.

Ingredienti per l'impasto:
  1. 500 g di farina di grano duro;
  2. 500 g di farina speciale per pizza;
  3. 1/2 l di acqua;
  4. 100 g di burro;
  5. 20 g. di zucchero;
  6. 15 g di sale;
  7. 1 lievito di birra.
Riscaldate l'acqua nella quale scioglierete il lievito unendo sia il sale che lo zucchero.

Ammorbidite il burro e unitelo al liquido al quale, piano, piano aggiungerete i due tipi di farina.

Impastate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo che metterete a crescere coperto da un canovaccio inumidito, fino a che non risulterà ben lievitato.

Quando l'impasto sarà pronto, staccate delle piccole palline e stendetele ponendo al centro la farcitura che più preferite.

Chiudete pizzicando per bene i bordi e friggete in olio abbondante e caldo.

I calzoni saranno cotti quando avranno assunto una bella tonalità dorata.

Per quanto riguarda il ripieno, a Napoli si usa imbottirli con ricotta aggiustata di pepe, salame napoli e provolone piccante.

lunedì 11 luglio 2011

Peperoni ripieni

Dopo alcuni giorni di silenzio, ritorniamo! Non so altrove, ma qui, in Calabria, a Catanzaro, si boccheggia per il caldo. 

Dovremmo parlarvi di piatti freddi e veloci da cucinare, giusto per evitare di rimanere troppo ai fornelli, ma Emiliana ha preparato questi peperoni saporitissimi un paio di sere fa e ci ha deliziati tutti.



Ingredienti per 8 persone:
  1. 8 peperoni fra gialli e rossi;
  2. 500 gr. di carte trita di vaccino;
  3. 400 gr. di pane raffermo;
  4. 300 gr. di provola;
  5. 3 zucchine;
  6. 5 o 6 pomodorini;
  7. 6 uova;
  8. formaggio pecorino - romano q.b.;
  9. sale q.b.;
  10. olio evo;
  11. prezzemolo q.b;
  12. pepe.
Dopo aver lavato e diviso i peperoni a metà e averli ripuliti dei semini, metteteli da parte.

In una ciotola unite alla carne trita le uova, il pane raffermo, dopo averlo ammorbidito nell'acqua e averlo strizzato per bene, e impastate il tutto aggiustando di sale, pepe e prezzemolo fresco.

Aggiungete all'impasto la provola, le zucchine e i pomodorini tagliati a piccoli dadi e continuate ad impastare.

Quando tutti gli ingredienti si saranno amalgamati come si deve, riempite i peperoni e metteteli a cuocere in forno, non prima di averli irrorati di olio, a 200° circa fino a che non risulteranno ben dorati.