martedì 27 novembre 2012

Problemi con il sito

Cari amici, purtroppo, abbiamo qualche problema con il sito... Quando l'abbiamo scoperto ieri sera è stato quasi uno shock, come è stato uno shock scoprire stamattina che quasi tutti i post non possono essere visualizzati (tranne quelli nella home page)!
Speriamo di risolvere al più presto questo spiacevole inconveniente! Per il momento, posteremo qualcos'altro, sperando di farvi felici!
Augurateci in bocca al lupo (ci serve proprio visto che non sappiamo dove mettere le mani)!

domenica 25 novembre 2012

Galateo di chi è ospitato


Nostra madre ci ha sempre raccontato che quando era piccina, una delle sue zie materne, la obbligava a mangiare con i libri sotto le ascelle per insegnarle a tenere i gomiti lungo il corpo e non sulla tavola. Oggigiorno, questo rigore, forse sbagliando, non è più applicato e spesso si vedono persone che piuttosto che stare sedute a tavola, sembra quasi che vi si siano sdraiate. Questa posizione non è consona, come non è educato giocare con le posate ed il pane, toccare in continuazione i bicchieri, sbadigliare, levarsi le scarpe, allentarsi la cravatta e via dicendo.
Il commensale educato, si accomoda a tavola solo dopo che si è seduta la padrona di casa, dispone il tovagliolo aperto al massimo per ¾ sulle ginocchia ed inizia a mangiare dopo la padrona di casa.
Siede con il busto eretto e sufficientemente vicino alla tavola per non dover essere costretto a piegarsi per portarsi il boccone alla bocca.
I bocconi saranno di piccole dimensioni e la masticazione avverrà a bocca chiusa. Non userà mai a tavola lo stuzzicadenti. Per fumare avrà dovuto chiedere il permesso e non lo farà mai prima del caffè.
Durante il pranzo o la cena, converserà con i vicini, ma mai con la bocca piena.
Se si tratta di un uomo, offrirà da bere alle signore chiedendo loro prima il permesso. Se serve da bere del vino appena stappato, ne verserà un goccio nel suo bicchiere per evitare che residui di sughero finiscano nei bicchieri altrui. Poi verserà da bere alle signore, di seguito agli altri commensali ed infine ne verserà per sé.
Se si tratta di una donna che non beve, rifiuterà semplicemente il vino senza mettere la mano sul bicchiere. Se invece accetta, alzerà il bicchiere mentre viene servita. Lo stesso vale per gli uomini.
Quanto all’oramai consueto “buon appetito”, nonostante molti affermino che non vada detto, sembrerebbe quasi una scortesia non augurarlo. La frase è entrata a far parte dell’uso comune e quotidiano e sottolinea l’aspetto sociale del condividere un pasto.

giovedì 22 novembre 2012

Tarallini dolci

Dopo una lunga e faticosa giornata tutta lavoro e pubbliche relazioni, mi piaceva l'idea di chiudere in bellezza con un delizioso post.
L'idea di questi particolari tarallini non è mia, né di Emiliana, ma ho letteralmente rubato la ricetta a mia zia. La vicenda si è svolta più o meno così. Sabato pomeriggio ho accompagnato Clara ad Isca perché lavorava proprio lì e mentre l'aspettavo a casa di zia, l'ho vista preparare i suddetti tarallini dolci.
Le ho chiesto con molta noncuranza la ricetta e lei me l'ha subito data.
Non ci ho messo molto a rifarli perché domenica li ho riproposti ai miei ospiti alla fine del pranzo, servendoli con un vino liquoroso (un passito o uno zibibbo sono il giusto accompagnamento).
Ingredienti:
  1. 1 tazza di zucchero;
  2. 1 tazza di olio di semi;
  3. 1 tazza di vino bianco;
  4. 3 tazze di farina;
  5. 1 bicchierino di anice o in alternativa semi di anisetta;
  6. zucchero di canna q.b.

In un'ampia ciotola versate la farina e lo zucchero e poi a seguire tutti i liquidi. Lavorate fino a che non avrete ottenuto un impasto elastico ma morbido. Nel caso in cui dovesse risultare appiccicoso, saranno sufficienti 2 pugni di farina in più. Infine, se vi piacciono i semi di anisetta, uniteli al composto e amalgamateli per bene.
Da questo impasto, staccatene tanti pezzettini e sfilateli dando loro forma di tarallini.

Una volta pronti, passateli nello zucchero di canna e adagiateli su placche rivestite di carta forno. Infornate, nel forno preriscaldato a 200°, fino a che non saranno ben dorati sia sopra che sotto.

Non ho suggerito le quantità in grammi perché qualunque tazza voi usiate sarà sufficiente seguire le proporzioni date. Ovviamente, più grande sarà la tazza, più tarallini dovrete sfilare (io ne so qualcosa). La giusta dimensione sarebbe la tazza da tè.

lunedì 19 novembre 2012

Mozzarella in carrozza alla maniera di Buddy

Ho decretato, guardare la TV fa male, anzi malissimo! Su qualunque canale tu finisca, c'è un programma di cucina dove si preparano cibi succulenti che ti fanno mandare al diavolo la dieta che stavi "rigidamente" seguendo! E' quello che mi è capitato un paio di giorni fa.
Facendo zapping sono finita su real time e lì, ad attendermi nella sua cucina megagalattica, c'era Buddy il boss delle torte e non solo. Chi è un appassionato di programmi di cucina, sa perfettamente chi sia Buddy e quali stratosferiche torte riesca a preparare. Per chi, invece, ne è all'oscuro, un suggerimento: seguite un paio di puntate del suo programma e non riuscirete più a farne a meno.
Ora, il suddetto pasticciere è anche un ottimo cuoco (non per niente ha origini italiane) e proprio giovedì scorso ha preparato una succulentissima mozzarella in carrozza che io non ho esitato a riproporre con buona pace della dieta e con somma contentezza delle papille gustative.
Ingredienti per 6 persone:
  1. 24 fette di pan carrè o pane americano;
  2. 3 mozzarelle da 150 gr;
  3. 300 gr di pomodori secchi;
  4. 8 uova;
  5. sale q.b.;
  6. farina q.b.;
  7. pane raffermo grattugiato q.b.;
  8. olio di semi per friggere.
Con il coppapasta ritagliate le vostre fette di pan carrè (Buddy ha utilizzato queste ultime, io, invece, ho utilizzato il pane americano che è più gustoso) e tenetele da parte.
Precedentemente avrete messo ad asciugare la mozzarella che taglierete a fette.
Frullate i pomodori secchi in maniera tale da ridurli ad una crema molto morbida (aiutatevi con dell'olio evo) che spalmerete sui dischi di pane.
Infarinate la mozzarella ed adagiatela sulla crema di pomodori secchi. Chiudete il vostro toast con un'altra fetta di pane.
Sbattete le uova aggiustandole di sale. Immergete i vostri toast nelle uova e poi passateli nel pane speciale (così lo chiama Buddy, ma la ricetta non è una sua esclusiva visto che a casa mia il congelatore ne è pieno).
Il pane speciale non è altro che del pane raffermo tritato grossolanamente con prezzemolo fresco, olio evo e pecorino romano.
Una volta che avrete passato i toast nel pane, immergeteli nell'olio bollente e friggeteli fino a quando non saranno diventati ben dorati da entrambi i lati.
Vi assicuro, sono una vera delizia e, una volta tanto, si può fare a meno di contare le calorie!

domenica 18 novembre 2012

Le regole fondamentali del buon ospite


Quando invitiamo una persona a casa, per un pranzo o una cena, non dovremmo preoccuparci solo del mero aspetto gastronomico, ma del benessere in generale della persona invitata.
Innanzitutto, ci si dovrà informare dei gusti del nostro ospite, soprattutto se non lo conosciamo bene. Dovremo verificare eventuali allergie o intolleranze, eventuali restrizioni legate alla religione o alla dieta e, più in generale, dovremo anche offrirgli una piacevole compagnia.
L’ambiente in cui lo accoglieremo sarà ben pulito e, più o meno elegante, a seconda delle circostanze.
La prima distinzione da fare è quella fra un invito informale ed uno formale.
Nel caso di un invito informale, fatto ad amici anche all’ultimo momento, sicuramente sia il nostro comportamento che quello dei nostri ospiti, sarà disinvolto. Apparecchieremo la tavola con semplicità e i vassoi con i cibi potranno anche passare, di mano in mano, fra gli ospiti che provvederanno a servirsi personalmente, sia nel caso di cibi che nel caso di bevande.
Ciononostante, dovremo comunque seguire tutte le regole dettate dalla buona educazione.
I pranzi o le cene formali, invece, devono essere improntati ad un certo rigore. È proprio l’etichetta che rende un semplice incontro a tavola per mangiare, un pranzo elegante e convenzionale.
Nel momento in cui provvedete ad estendere un invito, dovrete preoccuparvi in primo luogo del menu, poi della corretta maniera di apparecchiare la tavola ed infine del servizio.
Il menu cambierà in base alla stagione ed anche in base al momento della giornata. Un pranzo sarà certamente più semplice rispetto ad una cena che dovrà risultare più raffinata.
Una volta studiato il menu, ci si dovrà preoccupare di sistemare la casa e, soprattutto, la stanza da bagno, che dovrà essere pulita e dotata di asciugamani per gli ospiti e di saponette nuove.
La tavola verrà apparecchiata  in maniera adeguata al cibo che si servirà. Lo stesso criterio varrà per i bicchieri. Non dovrà mancare nulla e tutto dovrà essere sistemato in maniera tale da risultare comodo.

giovedì 15 novembre 2012

Una tira l'altra

Questo è un piatto della tradizione napoletana. Un contorno che a casa nostra viene preparato spesso perché piace tanto alla nonna materna e, anche a noi. 
Sapete, quando a tavola viene portato il vassoio con queste melanzane, nessuno vorrebbe che finissero, ma nessuno smetterebbe mai di mangiarle tanto sono buone ed ecco il motivo del titolo del post.
Ingredienti per 6 persone:
  1. 3 melanzane medie;
  2. 5 uova grandi;
  3. formaggio pecorino romano;
  4. sale e pepe q.b.;
  5. farina q.b.;
  6. olio di semi q.b.
Sbattete le uova con il sale, il pepe e il formaggio. Tagliate le melanzane a fette rotonde spesse mezzo dito e passatele nella farina.
In una padella dai bordi alti mettete a scaldare l'olio e quando avrà raggiunto la temperatura di ebollizione, passate le melanzane infarinate nell'uovo e friggetele.
Dovranno risultare ben dorate da entrambi i lati.  
Portatele in tavola quando saranno ancora tiepide, ma anche fredde sono ugualmente ottime.
Eccovi servito un contorno facile, veloce e saporito!

domenica 11 novembre 2012

Ospitare ed essere ospitati

The simpson:
ovvero tutto ciò che non si dovrebbe fare

E' fondamentale, quando ospitiamo o siamo ospitati, sapere quali atteggiamenti e quali comportamenti sia più consono tenere. 
Ospitare ed essere ospitati, non importa se per una cena o per un periodo di tempo più lungo, è una faccenda piuttosto seria.
Le linee guida da tenere sono, sicuramente, quelle di fare in modo che la persona ospitata si senta, nella nostra abitazione, a proprio agio. Ciò, senza stravolgere radicalmente le nostre abitudini che ci consentiranno di tenere un atteggiamento il più naturale possibile.
La casa dovrà essere pulita ed in ordine e in bagno non dovrà assolutamente mancare un asciugamano per gli ospiti né una saponetta nuova.
Se gli ospiti hanno affrontato un lungo viaggio, al loro arrivo, chiederemo se vogliono rinfrescarsi.
Una volta finita la cena o il periodo di ospitalità, li accomiateremo ringraziandoli della compagnia e augurandoci di poterli rivedere al più presto.
Nel caso in cui l'ospite dovrà permanere in casa nostra per un periodo più o meno lungo, gli si offrirà un telo da bagno o, in alternativa, un accappatoio.
Al suo arrivo, è consigliabile informarlo delle nostre abitudini, soprattutto di quelle inerenti l'ora dei pasti, e, se sarà il caso, si proporrà di modificarle. 
Nel periodo di permanenza, i padroni di casa faranno in modo di informarsi sui gusti e gli interessi dell'ospite in maniera tale da garantirgli passatempi adeguati, senza però risultare invadenti ed inopportuni.
Dal canto suo, chi viene ospitato cercherà di essere il più discreto possibile. Se ha una certa confidenza, si presenterà con un mazzo di fiori per la padrona di casa o lo farà recapitare alla sua partenza accompagnandoli con un biglietto di ringraziamenti.
Durante la permanenza non lesinerà complimenti alla padrona di casa per l'appartamento oltre che per i cibi che gli vengono offerti.
Se la permanenza sarà piuttosto lunga, si dovrà fare attenzione ad arrecare meno disturbo possibile e si cercherà anche di rendersi utile.
Un aspetto molto importante è la permanenza nella sala da bagno che dovrà essere il meno prolungata possibile, soprattutto se il bagno è solo uno. Un altro gesto di cortesia, spesso trascurato soprattutto dagli uomini, è quello di rifarsi il letto al mattino.
Se i padroni di casa hanno figli piccoli, l'ospite non dovrebbe arrivare a mani vuote. Durante i pasti e la permanenza dovrà rivolgere loro la parola, senza però domandare sempre le solite cose! 
Se i bambini si dimostreranno maleducati o capricciosi, l'ospite non dovrà farlo notare o dovrà fare finta di non notarlo. Comunque, non si permetterà mai di sgridarli e se proprio noterà un comportamento pericoloso, lo farà notare senza troppi drammi ai genitori. 
Se, invece, i bambini sono della persona ospitata, questa dovrà stare molto attenta a che non facciano danni e che non assumano un comportamento sgarbato. Ciò potrà essere evitato responsabilizzandoli adeguatamente prima del periodo di ospitalità. 
Se, infine, scoppia una lite fra i padroni di casa, cosa che dovrà essere assolutamente evitata o rimandata dopo la partenza dell'ospite, quest'ultimo dovrà astenersi dal prendere una posizione ma se coinvolto, dovrà cercare di minimizzare e sdrammatizzare il più possibile. Ciò se l'ospite non è in confidenza con i padroni di casa. In caso contrario, dovrà cercare di mediare fra i due contendenti. Se la lite dovesse scoppiare in presenza di bambini, l'ospite dovrà portarli via e di distrarli.